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Roland Garros, Gauff: “Ho perso come a Roma e Madrid, serve uno scatto mentale”

Amarezza e un pizzico di frustrazione nelle parole di Coco Gauff dopo l’inatteso semaforo rosso al terzo turno del Roland Garros. La giocatrice americana – campionessa in carica dello Slam parigino – si è arresa alla distanza ad Anastasia Potapova, pagando a caro prezzo i troppi passaggi a vuoto in cui è inciampata durante il match e un servizio ancora troppo fragile per fare la differenza. In conferenza stampa, Gauff non cerca scuse e analizza con lucidità il match. Di seguito, le sue dichiarazioni. D. Coco, una dura battaglia. Raccontaci le tue prime impressioni sulla partita.Coco Gauff: “Sì, non saprei, ho avuto delle occasioni. Credo che si tratti di provare a capitalizzare di più su quei buoni punti che costruisco e che poi non riesco a chiudere del tutto; penso che la differenza sia stata questa: lei è riuscita a chiudere i punti e io no”. D. Qual è stata la cosa più frustrante? Il fatto di non essere riuscita a fare il gioco che volevi o di non aver avuto le sensazioni a cui sei abituata, giocando forse un po’ troppo in difesa? Come ti sei sentita?Coco Gauff: “Penso, ancora una volta, al non aver capitalizzato su determinati colpi. Voglio dire, sul 3-3 ho avuto un paio di palle break e ho sbagliato credo due o tre rovesci, cosa che in quella situazione non può proprio succedere. Sento che mi sto allenando bene, ma quando arrivano quei momenti non riesco a tradurlo del tutto in campo. A volte ci riesco, altre no. Credo sia semplicemente un’esperienza da cui imparare e spero che, quando mi troverò di nuovo in questa situazione, riuscirò a prendere decisioni migliori”. D. Nella tua carriera hai avuto molto successo riuscendo a vincere partite anche quando non giocavi al tuo meglio. È uno dei tuoi punti di forza. Oggi sentivi di poter comunque tagliare il traguardo anche se le cose non stavano girando per il verso giusto? Alla fine, cosa ti ha impedito di uscirne vincitrice?Coco Gauff: “Sento di aver perso nello stesso modo a Roma e qui, il che non è positivo. Non so. Non vorresti mai perdere nello stesso modo per due volte di fila, e a me è successo; e sento che anche a Madrid è successa una cosa simile, perdere nello stesso modo. Una cosa è perdere, ma penso di aver lottato e combattuto con tutte le mie forze, ma non credo di aver giocato come avrei voluto nei momenti cruciali”. D. Guardando avanti a Wimbledon, se puoi: con Potapova c’è stata una prestazione abbastanza buona al servizio. Ti dà fiducia il miglioramento nel servizio? Quale pensi che sarà l’impatto di questo a Wimbledon?Coco Gauff: “Sì, voglio dire, ovviamente il servizio è più costante, anche se non sto tenendo i turni di battuta, che è poi il vero problema. A chi importa quante prime metto in campo se il risultato finale è sempre lo stesso. Chiaramente l’erba penso che aiuterà un po’ di più, ma credo che con Potapova avrei potuto servire in modo più aggressivo in alcuni momenti e utilizzare di più gli schemi su cui lavoro in allenamento. Semplicemente non l’ho fatto. Sì, è più costante e ora ho molta fiducia nel mio servizio, ma allo stesso tempo ho subito molti break e devo correggere questo aspetto”. D. Quando sei arrivata sul 6-5 nel secondo set e poi sul 3-1 nel terzo, hai pensato: “Ok, ho la partita sotto controllo?” Hai avuto la sensazione che la tua avversaria stesse per cedere a quel punto?Coco Gauff: “Ovviamente quando vinci un po’ di game di fila senti che l’inerzia è dalla tua parte, ma nello sport professionistico non mi sento mai completamente tranquilla, a dire il vero, finché la partita non è finita. Sì, penso che forse il problema sia proprio questo: quando vedo che l’inerzia è dalla mia parte, dovrei continuare a spingere sull’acceleratore invece di mollare un po’, e penso che sia quello che ho fatto”. D. Per quanto riguarda il giocare contro Potapova, lei è una giocatrice che non è una certezza quando è in vantaggio. Può lasciarsi sfuggire la situazione. Quanto è complicato giocarci contro anche per questo, quando magari a volte vorresti spingere sull’acceleratore, ma se non lo fai, lei potrebbe fare un passo indietro e viceversa? Ci hai lottato un po’ nella tua testa?Coco Gauff: “L’ho notato, tipo nel secondo set l’ho brekkata davvero tante volte, e avrei potuto tenere il servizio; forse se avessi tenuto la battuta una volta sul 4-2, o per andare 4-3 invece di 5-2, le cose sarebbero potute andare diversamente. Sì, penso che la maggior parte delle giocatrici, quando sono in vantaggio, tendano a contrarsi un po’, specialmente contro di me. Però, ovviamente, quando perdi il vantaggio e ti trovi a inseguire, giochi molto più libera perché pensi “ormai è andata”. Penso di dover avere quella stessa mentalità quando sono sotto per rimontare, e devo capire come fare quello scatto mentale per mantenere quel livello di gioco anche quando sono in vantaggio. Penso che dal 5-2 al 6-5 ho giocato alla grande, poi ovviamente il tie-break è stato davvero pessimo”. D. Questa è la tua seconda volta da campionessa in carica in uno Slam. Quanto ha influito, se ha influito, questo status sul tuo modo di giocare?Coco Gauff: “Penso che allo US Open abbia influito molto di più. Ma onestamente, questa volta no. Non ero davvero nervosa. Ero nervosa nel mio match di primo turno, ma dopo quello no, non ci stavo pensando. Credo di aver imparato dall’esperienza dello US Open. Credo sia questo l’aspetto più frustrante, perché sentivo di aver imparato molto da quell’esperienza allo US Open e di essere una giocatrice migliore da allora. Solo che non sono riuscita a dimostrarlo”. ...

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